giovedì 8 marzo 2018

Ultimo post: Giappone

Cari amici che ci avete seguito in questo viaggio per il mondo, questo e' il nostro ultimo post.  Domani  mattina Paola torna in Europa, ed io ritorno ad Auckland per l'ultimo periodo del mio sabbatico.

Questo blog e' stata una cosa fatta assieme, quindi non ha senso che continui da solo.  E poi, se mi conosco bene, quando saro' da solo a Auckland lavorerò' 12 ore al giorno.

Perciò chiudiamo qui con questi splendidi nove giorni di Giappone.  Io ho visitato il Giappone per lavoro varie volte; Paola e' stata con me per sei settimane nel 2009, tra Tokyo, Kyoto, e Osaka.  Fu forse il viaggio più importante della nostra vita di famiglia (nostra figlia Anna era con noi allora).

Tornare sul luogo del delitto nove anni dopo fa uno strano effetto.



Arriviamo nel tardo pomeriggio, i nostri ospiti Giapponesi ci portano in albergo, un grattacielo di 40 piani al centro di Tokyo; le due foto sopra mostrano la vista dall'ascensore panoramico.

Dopo due minuti, giusto il tempo di mollare le valigie, veniamo portati ad una cena formale con sette portate ognuna fatta di tre sottoporrete, tavolini bassi, seduti sul tatami a gambe incrociate; per fortuna i nostri ospiti hanno pieta' del povero Marco, e per noi carampane occidentali ci sono dei seggiolini (Sempre molto bassi); Paola rifiuta perché e' una sborona (i non bolognesi chiedano all'interprete).

Nei due giorni successivi Marco e' chiuso in un congresso, ma Paola se ne va in giro.  Parte da Ueno, il quartiere dove abitavamo nel 2009, e dove c'e' il museo nazionale, dentro al bel parco omonimo.



E' cominciata la fioritura dei ciliegi, non e' ancora la settimana che i Giapponesi si prendono di ferie per andare a vedere le fioriture in posti speciali, ma qualche albero coraggioso gia' ci prova ....





Due pezzi dal museo di Ueno.




Esiste anche una varietà di ciliegio piangente!!!



Noi li chiameremmo ex voto, sono delle tavolette di legno con sopra un desiderio che viene lasciato nel tempio Shinto affinché si avveri.



Questo e' troppo figo.  Fuori dal tempio Shinto c'e' questo tipo che scrive ideogrammi con l'acqua sulla pietra.  Il sole li fara' sparire tra poco; molto Zen, elogio dell'impermanenza (dice la Gherardi che ha studiato).



Questo splendido esempio di scultura buddista ci aiuta ad accettare il risultato delle elezioni Italiane con un certo aplomb (abbiamo bestemmiato solo venti volte).



Attorno al parco di Ueno c'e' una zona di piccole stradine, fitte di negozi, piene di gente.  Dovunque a Tokyo c'e' sempre troppa gente, ma non ci si sente oppressi, e' strano.  Sara' che sono sorridenti, gentili, e mai aggressivi.  A parte il samurai qui sotto che vende il pesce:


Altro Nonnetto che prepara i takoyaki, le polpette sferiche di polipo, che a vederlo sembra magia; le fa ruotare con le bacchette mentre si cuociono. 



Non ci posso credere: Bonsai di ciliegi in fiore, in vendita al tempio Shinto.  Tentazione, ma come ce lo portiamo in valigia?


Oggi c'e' una festa tradizionale al tempio, un sacco di gente, Tokyo al suo meglio.



Domenica partiamo per Nara, dove Marco e' stato invitato a parlare al Nara Institute for Science and Technology (NIST).  Prendiamo lo Shinkansen (il treno veloce Giapponese), ma facciamo tappa a Kyoto, il nostro secondo grande amore giapponese.


gia' la stazione di Kyoto e' mitica, guardate il negozio di dolcetti tradizionali.



Andiamo con il bus a visitare il Nijo Castle. Ma prima ci facciamo un bel gelato al the verde (Macha); che ci crediate o no e' squisito dice Paola (Marco continua a preferire il cioccolato).



Ecco il portale del Nijo, e giardini.  Dentro ci sono delle pitture splendide sui paraventi di carta, ma e' vietato fotografare.








Accesso dal ponte levatoio della fortezza interna.






Cotti come le pere, ci fermiamo in una casa da the ancora dentro il parco del castello, dove Paola ha preso un the verde, e Marco una cioccolata in tazza (va mo la").  Era cosi' buona che per due minuti e' diventato un bonzo.  Poi gli e' passato.





Domenica sera arriviamo a Nara.  Vaghiamo vicino all'albergo e alla fine entriamo in un posto con insegne solo in Giapponese, poteva essere una parrucchiera per quello che ne sapevano.  Pure il menu' era solo in giapponese, e il cameriere quando ho detto "English?" e' svenuto.  Allora abbiamo ordinato quello che mangiavano quelli di fianco a noi :-).

buonissimo!!  ci hanno portato carne e verdura da cuocere su un pezzo di pietra scaldata da un fornellino. 



Lunedi' Marco lavora, ma come prima cosa ci portano a pranzo.  Non abbiamo foto ma il posto era mitico.  Fanno solo Soba, che e' uno spaghetto di grano saraceno, ma con una cura e una raffinatezze assolute.

Dopo il lavoro stessa cosa: mi chiedono cosa vogliamo mangiare, tra le opzioni scelgo quella più semplice: Yakitori. E ci portano dal poeta Zen dello spiedino di Pollo.  Cena con dodici portate, sette tipi di spiedini diversi compreso uno fatto solo di pelle di pollo squisito, una cosa fantastica.  Posto con dieci coperti, silenzio, cuoco di 30 anni che lavoro da solo, cuoce, serve. con un tempismo perfetto.  Questa e' la straordinaria ospitalità Giapponese.

Martedi' siamo spicci, turismo.  Si va subito a visitare il Todai-Ji, la più' grande costruzione di legno al mondo, tempio buddista che contiene una statua di Buddha in bronzo di 23 metri.  Questo ed altri templi sono immersi in un parco dove da centinaia di anni vivono indisturbati dozzine di daini, domestici e golosi di biscotti.











E arriviamo al posto in Giappone preferito da Marco: Kasuga temple.  Si tratta di un santuario Shinto, la religione tradizionale Giapponese. 




L'albero ha 1250 anni!!!  E' un cedro. 





Un ramo del cedro crescendo ha invaso il padiglione, e i monaci ci hanno costruito il tetto attorno!!  Qui la natura e' sostenuta e non costretta.






Questa e' una "suora" Shinto.  il coso in testa mi fa morire.


La mascotte di Nara e' un monaco buddista con le corna di daino.

Intanto il tempo girava, ed e' arrivata una gran pioggia.  bimbi dell'asilo in gita, presi al volo dal bus.



Molt ristoranti mettono in vetrina riproduzioni in plastica dei piatti che servono; utili quando non si parla una parole di Giapponese !!!


E per finire due cose sciocche: una edicola ( che colori!!) e l'insegna di Pizza-La (chissà).





Altra scemenza: divieto di fumare fino alle 14:00.  Poi ci diamo dentro .....





Ultima tappa: sulla via del ritorno a Tokyo, ci fermiamo di nuovo a Kyoto, questa volta per rivedere i giardini Zen.










Le strade attorno sono anch'esse un museo di piccole cose belle; ogni vetrina e' un piccolo capolavoro di estetica.





Questi due negozi sotto vendono delle cose da mangiare che non abbiamo capito cosa sono, ma la vetrina contiene in entrambi i casi un piatto con due tre di questi cibi.  Mah.




E siamo a Tokyo.  Dopo due mesi perfetti, una giornata da dimenticare.  Un freddo cane, piove a dirotto, vento battente.  Andiamo a vedere il museo delle stampe giapponesi, salvo scoprire che in esposizione ci sono solo una selezione molto particolare (cross dressing during the Edo period ??).

Cerchiamo di andare al Japan Craft Folk Museum ma ci perdiamo e dopo un tot di marcia sotto la pioggia  ce la diamo su.

torniamo incazzati in stazione, e decidiamo di andare al Museo di Edo, cambiamo due treni ci perdiamo ancora, ci ritroviamo, e finalmente .... vedete la foto sotto:



Il museo e' in rinnovamento riapre a fine mese.  quando gli dei ti sono contro devi capirlo: ritorniamo tristi in albergo per un bagno, e per aggiornare per un ultima volta questo Blog.

Un abbraccio a tutti quelli che ci hanno seguito.

Marco e Paola.